Italia-Nigeria: quando R.Baggio sfidò il destino

Italia-Nigeria Baggio Usa 94

Italia-Nigeria: Boston , 5 Luglio 1994.

Come dimenticare quel caldo pomeriggio infernale, gettato quasi per forza d’inerzia nelle case nostrane?
Si disputava il match fra Italia-Nigeria, ottavo di finale della Coppa del Mondo del 1994.

Era l’occasione giusta quella per rivoltare come un calzino un torneo fino a quel momento lì balbettante, magari con l’aiuto del nostro attore principale, ancora assente dalla grande scena: Roberto Baggio.

Italia-Nigeria: frustrazione nigeriana

Si capì fin dall’inizio, però, che il labirinto di quella partita era più insidioso del previsto.

I coraggiosi africani furono capaci di imbrigliare con la loro freschezza atletica la classe di Baggio e compagni.

Indirizzarono dopo pochi minuti con il gol del vantaggio la contesa nella propria direzione.

L’errore del sempre attento Paolo Maldini in quella circostanza sulla rete di Amunike, lasciò pensare che quella gara potesse assumere realmente i contorni della maledizione.

Il palo di Dino Baggio e quel mancato rigore concesso a Zola, tramutato inspiegabilmente in espulsione ai danni del folletto sardo, complicarono terribilmente quella partita stregata.


Quel senso di frustrazione ed impotenza durato fino al minuto 88 si sgretolò d’incanto in un battito di ciglia.


Il pallone giocato negli ultimi 60 secondi utili, sull’ultima azione improvvisata dagli uomini di Arrigo Sacchi, sembrò quasi un urlo alla riscossa del nostro Paese.

Un magico destino per il divin codino

Baggio raccolse con le forze residue un pallone dalla destra di Mussi e trafisse il portiere avversario con un preciso rasoterra alla sua destra.
Quel lampo di genio insperato, quell’ancora di salvezza dall’inferno al paradiso, in realtà funse solo da apripista a quello che il Divin Codino regalò da lì a poco.

Dopo 12 minuti del primo tempo supplementare, Roberto scucchiaiò una palombella sui piedi di Benarrivo che con grande furbizia riuscì a conquistarsi un pregiatissimo calcio di rigore.

Fu così che Baggio completò la sua rinascita, ribaltando una sfida che sembrava stregata.

Quell’eroica impresa spinse di getto gli azzurri all’interno di un percorso conclusosi ad un passo dalla gloria.
Roberto Baggio, in quel caldo pomeriggio di Luglio, però, regalò con la sua immensa classe a sé stesso e all’Italia intera un Giorno Perfetto.

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