Rossi in Yamaha: quando sconfisse la scienza

Valentino Rossi in Yamaha
Rossi contro Biaggi

Welcom 18 Aprile 2004: il debutto di Rossi in Yamaha.

“Nulla è impossibile” citava un famoso spot pubblicitario: l’impossibile deve essere possibile echeggiava la mente di Valentino Rossi.

Già, perchè per il ragazzo di Tavullia nessun’avversità o gigantesco ostacolo ha mai rappresentato un freno ad un’ascesa sempre al limite, perennemente a tutto gas.

La sua storia ha dimostrato, precocemente, di trovarsi dinanzi ad un fenomeno del tutto anormale rispetto a ciò che l’umano poteva realizzare, ritenere fattibile.

Rossi in Yamaha contro le malelingue

Lui ha voluto sfidare la fisica, la tecnologia; come in quel pomeriggio sudafricano che rimarrà scolpito per sempre nella mente di tutti gli amanti delle due ruote.

Si correva il primo Gran Premio di quella stagione mondiale, diversa dalle altre, ricca di risvolti profondamente sentimentali.

Era la prima volta, quella, che Valentino doveva dare delle risposte credibili ad un guanto di sfida che aveva accolto, impavidamente, senza armatura che lo proteggesse.

Dopo tre anni trionfali alla Honda, infatti, le malefiche voci di chi riteneva Rossi solo il benefattore di turno al cospetto di quella moto spaziale, aveva toccato l’animo del pilota pesarese.

Risvegliarono in lui un fuoco bollente pronto ad essere sprigionato sul campo di battaglia.

La sua Yamaha, intesa in quel momento, come un puntino lontano rispetto alla sua ex moto, non assaporava l’essenza di una vittoria dal lontano 1992. Uno spazio temporale che suonava da sentenza crudele per le ambizioni di rivalsa di Valentino.

Eppure in quel primo weekend di apertura si intuì che il paranormale poteva insediarsi sulla pista sudafricana e nei cuori di milioni di tifosi credenti nell’impresa del loro numero 46.

La pole position conquistata da Rossi valeva come un biglietto da visita minaccioso sui due rivali della sua ex casa madre Biaggi e Gibernau.

Nei primi 4 giri , però, accadde l’impensabile.

Rossi mantenne la prima posizione battagliando con i due colossi, a suon di spallate, derapate e staccate al limite dell’impossibile.

Vale vs Max una sfida leggendaria

Quel ritmo forsennato di Vale sfiancò la resistenza del plotone, ma non del suo rivale per eccellenza Max Biaggi, ancorato ai suoi tubi di scarico, come un serpente pronto a piazzare il suo velenoso morso.

Il sorpasso del pilota romano giunto come una doccia gelata sembrò l’epilogo di quella magica storia, fermatasi ad un passo dalla gloria.

Quella forza introspettiva incommensurabile del Dottore, però, unita ad un coraggio da leone fu più forte dello scodinzolamento della sua compagna di viaggio e di quel mostro a due ruote distante qualche metro più in là.

Accadde così che Valentini disegnò l’ennesimo capolavoro, questa volta, però, con la C maiuscola.

Quella staccata spericolata e rabbiosa, alla destra di Biaggi, fu un verdetto al quale in pilota romano, non poté più appellarsi.

Quel giro d’onore speciale e il gesto dell’inchino dinanzi alla sua compagna malconcia ma felice rese quello spettacolo commovente come pochi.

Divenne un rituale quello che non lo abbandonerà più nella sua carriera.

Ne vinse tante altre di battaglie il fuoriclasse di Tavullia, fece sognare ancora milioni di cuori pulsanti, ma quella volta, però, l’umano aveva superato la Scienza, regalando a Rossi e al mondo sportivo, un unico ed indimenticabile Giorno Perfetto.

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