Quando Batistuta zittì il Camp Nou

Batistuta gol contro Barcellona 1997

Barcellona 10 Aprile 1997.

La paura apparentemente è il più grande nemico dell’uomo. Essa ha la capacità di tormentare, indebolire.

Può distruggere in un secondo tutte le certezze costruite in una vita.

Altre volte, invece, essa può fungere da molla psicologica vitale, per spingere l’io al di fuori del proprio confine razionale, portando l’uomo verso quel paradiso di rivincita chiamato libertà.

Fu questo che la persona Omar Gabriel Batistuta mostrò al mondo del calcio in quella magica serata in terra spagnola.

La sfida di Batistuta al Gigante blaugrana

Si disputava in un Camp Nou gremito Barcellona-Fiorentina semifinale di Coppa delle Coppe, in quella che doveva essere considerata, alla vigilia, una semplice carneficina blaugrana.

L’involucro di stelle guidato da Bobby Robson composto da Ronaldo, Figo, Guardiola, Stoickhov, non bastò, però, a placare le preoccupazioni dei tifosi di casa sullo spauracchio Gabriel Batistuta.

I primi coraggiosi attacchi viola si spensero con il passare dei minuti in flebili speranze di sopravvivenza.

Gli spagnoli sembravano completamente aizzati dal fuoco dei propri sostenitori.

Dopo un assedio alla porta di Toldo, sul finire di tempo, il difensore Nadal trovò l’apriscatola giusta con un beffardo colpo di testa su calcio di punizione.

Ma fu in quel momento che il condottiero prese in mano il suo popolo giunto ad un passo dal baratro, trascinandolo di forza verso quell’unico cono di luce.

Ai piedi del Re Leone

Batistuta a mezz’ora dalla fine stoppò dalla destra un pallone piovutogli dal cielo e con una rabbia feroce lo sputò alle spalle di Victor Baia.

Fu a quel punto che il bomber argentino si prese la scena, zittendo quell’infuocata arena, trasformata in pochi secondi in un gregge di agnellini dinanzi a Re Leone.

Gli ultimi disperati attacchi del Dream Team spagnolo si dissolsero in polvere di rimpianti.

La piccola Fiorentina uscì indenne da quel sanguinoso teatro con una prova eroica e leggendaria.

Il 2-0 con il quale i blaugrana ribaltarono il risultato al ritorno, però, non completarono del tutto un’impresa mastodontica.

Ma quella sera Gabriel Batistuta, al secolo Batigol, aveva sfidato il concetto di paura, capovolgendolo in coraggio, per raggiungere l’impresa, regalando alla Fiorentina e al calcio italiano: un Giorno Perfetto.

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