Alberto Tomba e quella folle discesa

Alberto Tomba 1994

Lech, 21-12-1994.

Una vita a tutta birra a schivare le bandierine per entrare con i suoi sci nel cuore degli italiani, stampando il suo nome nella storia dello sport mondiale.

Alberto Tomba non era un semplice campione, rappresentava la follia dell’irrazionale manifestata nei confini della realtà.

Un faro gigante, capace di attirare come una calamita milioni di tifosi e di telespettatori dinanzi alla tv.

Uno show umano in grado di trasformare una possibile delusione sportiva in un’impresa dai contorni indelebili, come quella volta in terra austriaca.

Si disputava il secondo slalom nella città di Lech, valevole per la Coppa del Mondo di sci del 1994.

Dopo aver dominato nel giorno precedente, Tomba era ancora in testa nel giorno successivo al termine della prima manche e quindi molto vicino alla seconda vittoria di fila.

Si sa, però, che nello sport come nella vita nulla è scontato e le trappole, anche al cospetto degli invincibili, sono sempre dietro l’angolo.

Alberto pigia forte nella prima parte della discesa come un forsennato, accumulando un vantaggio abnorme sui propri rivali, ma incappa in un errore clamoroso nel cuore della prova.

Alberto Tomba però cala l’asso dal cilindro.

Dopo aver incrociato le punte, si ferma, prende la porta grazie ad una potenza sovrumana, resta in equilibrio su uno sci solo, si rimette in carreggiata e riparte.

Il resto ha del paranormale: Alberto inizia a spingere come un diavolo, chiudendo la manche con 77 centesimi di vantaggio sul rivale Sykora, incapace, in seguito, di sopravanzarlo.

Ciò che doveva evaporare in una cocente delusione si trasformò di getto nell’ennesima vittoria memorabile di un fuoriclasse unico nel suo genere, capace di regalare a se stesso e allo sport italiano un Giorno Perfetto.

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